Project Description

CHI È

Bondioli & Pavesi è leader nel settore delle macchine agricole. Più in particolare,
fondata nel 1950, Bondioli & Pavesi occupa oggi una posizione di leadership nel mercato delle trasmissioni di potenza, forte di un Gruppo costituito da undici aziende produttive in Italia e nel mondo, ognuna delle quali strategica per la realizzazione di specifici prodotti, autonoma dal punto di vista organizzativo e specializzata nello studio e realizzazione di diverse componenti.

La rete di vendita, grazie all’attività di quattordici società commerciali, garantisce una copertura capillare, attraverso l’attività di centinaia di concessionari e migliaia di rivenditori, in grado di fornire al cliente supporto commerciale, assistenza tecnica e disponibilità di componenti completi e ricambi originali in tutto il mondo.

OBIETTIVI

«Oltre alla necessità di gestire la scadenza fisiologica del supporto ufficiale delle nostre vecchie soluzioni e la loro obsolescenza – spiega Nicola Crotti, CIO di Bondioli & Pavesi – c’era la volontà di cogliere l’occasione per sperimentare una vera innovazione e ottimizzazione in prima battuta a livello di ERP e poi di Business Intelligence con l’implementazione di BW4/HANA, in questo senso l’implementazione dei sistemi Intel con database HANA ci è sembrata la direzione migliore anche e soprattutto a livello di roadmap future»

SOLUZIONI REALIZZATE

Di fronte ad una necessità così stringente come la fine del supporto di piattaforme strategiche – soprattutto per la criticità dei dati che gestiscono – e a fronte di questo desidero di innovare, Bondioli & Pavesi ha immediatamente capito che era importante migrare la propria infrastruttura server e storage verso una piattaforma Intel che fosse ideale trampolino per ottimizzare i sistemi SAP esistenti e poi in direzione degli sviluppi futuri che la stessa piattaforma prometteva, come detto, soprattutto a livello di gestione ottimizzata del patrimonio informativo.

«È in questa fase – racconta Crotti – che grazie a IFIConsulting abbiamo approcciato e conosciuto la proposizione di un brand come HPE. Non era la soluzione tecnologica adottata in azienda, ma ci ha immediatamente colpito per il livello di collaborazione e flessibilità offertoci fin da subito tramite IFIConsulting. Abbiamo testato le soluzioni in diverse giornate di workshop presso l’InnoLab di IFI e siamo stati anche ospiti ad un evento internazionale come HPE Discover di Madrid. In quella sede IFI ci ha aperto le porte di tutta l’innovazione che HPE poteva mettere a nostra disposizione e soprattutto ci ha fatto testare la forza e la stabilità di piattaforme che erano già certificate da SAP. Ci ha molto colpito il livello di competenze e il valore del connubio HPE IFIConsulting; abbiamo trovato immediatamente un ambiente al nostro servizio sulle tematiche più critiche per noi”.

Il primo passo, la scelta di HPE e la migrazione della Business Intelligence A questo punto la strada è segnata, Bondioli & Pavesi, grazie al supporto di IFIConsulting tocca con mano l’innovazione e l’utilità dell’hardware HPE nel suo percorso verso l’ambiente SAP. «Abbiamo dunque deciso di procedere all’acquisto di una infrastruttura on-premises che fosse in grado di sfruttare e ottimizzare al meglio le potenzialità dei due ambienti principali di SAP: l’ERP e la Business Intelligence – racconta Crotti -. In prima battuta, trattandosi di un sistema meno critico anche a livello di tempi di esecuzione, abbiamo scelto, di comune accordo con IFIConsulting, di acquistare server e infrastruttura storage per procedere con la migrazione delle soluzioni di Business Intelligence. Successivamente sarebbe poi stata la volta dell’allargamento dell’infrastruttura per fare spazio, come anticipato, a tutta la componente critica dell’ERP SAP». È a questo punto della storia però che succede qualcosa di ulteriormente innovativo. Dal confronto tra Crotti e IFI emerge come, dati alla mano, la flessibilità di un ambiente che si sposti progressivamente verso il cloud sia forse la declinazione più adatta e contemporanea per garantire la potenza di calcolo, le prestazioni e la flessibilità che chiede l’ambiente ERP SAP e, a seguire, tutta la parte di in-memory computing e SAP HANA. «Proprio così – spiega Crotti – l’idea era originariamente, di fatto, quella di costruire un nuovo Data Center completamente proprietario. Dal confronto con la proprietà e con IFIConsulting il cloud è emerso però come ambiente più adatto rispetto alle nostre esigenze, soprattutto in prospettiva futura. Abbiamo pensato in particolare alla possibilità di esternalizzare la gestione di infrastrutture così critiche, in modalità di servizi gestiti. Ovviamente – spiega Crotti – si tratta di un percorso a step su cui ci siamo inseriti prontamente, ancora una volta grazie alla grande capacità di adattamento di IFIConsulting.
Il partner ha infatti rapidamente riconfigurato le macchine HPE acquistate facendole diventare una piattaforma perfetta per ospitare tutti gli ambienti; parliamo di circa 78/80 macchine virtuali, che nella nostra infrastruttura IT non sono SAP. Non solo non abbiamo perso nulla dell’investimento fatto ma le macchine acquistate sono diventate ora una componente vitale della nostra infrastruttura ibrida».

CONCLUSIONI

E adesso? «Adesso – racconta Crotti – la prima sfida è quella di mettere completamente in sicurezza e garantire perfetta Business Continuity alle infrastrutture acquistate e internalizzate. Le macchine HPE stanno infatti progressivamente gestendo dati e processi importanti della nostra azienda e con il supporto di IFIConsulting stiamo lavorando su una adeguata soluzione di Disaster Recovery e High Availability; il piano è quello anche di “sfruttare” lo stabilimento produttivo a poca distanza dalla nostra sede centrale come sito di Disaster Recovery. L’idea e la pratica è quella di ridondare e mettere tutto in perfetta sicurezza per almeno 4-5 anni; intanto capiremo quanto e come migrare verso il cloud progressivamente».
Per quanto riguarda i vantaggi percepiti nel corso di un simile progetto, per altro ancora vivo e in fase evolutiva, Crotti non ha dubbi:
«L’infrastruttura integrata grazie al lavoro di HPE e IFI ci sta garantendo solidità e flessibilità che non avevamo mai sperimentato. Senza questo “trampolino” non avremmo mai nemmeno pensato ad uno sbocco sicuro verso il cloud.
Ora ragioniamo su una progressiva esternalizzazione che ci permetterà di affidare a società specializzate discorsi di compliance, sicurezza e gestione delle infrastrutture IT che non abbiamo le risorse per presidiare come serve e come si deve. In parallelo stiamo riuscendo a liberare tempo delle risorse IT in modo tale che si possano dedicare a processi e task a valore piuttosto che ad attività di pura manutenzione, per esempio».