Creative Confidence: cos’è e perchè è importante

L’uomo al centro del mondo con i suoi bisogni e le relative esigenze come base per innescare idee, strategie e soluzioni portatrici di innovazione.

Una visione mirata sulla persona percepita come utilizzatrice e non sul prodotto o servizio specifico

Questo rappresenta in ambito aziendale un modo efficace di coinvolgere i dipendenti e stimolare un approccio imprenditoriale innovativo all’interno delle organizzazioni.

Questo è il Creative Confidence: interpretazione sempre più diffusa del Design Thinking. Ein grado di diffondere maggior fiducia nei processi creativi a ogni livello aziendale, dai C-level ai neoassunti.

Laddove il Problem Solving si rivela una metodologia troppo lineare e vincolato, in quanto focalizzato in maniera esclusiva sull’approccio analitico all’oggetto o attività in questione, il Creative Confidence è un metodo di più ampio respiro e con meno paletti a limitare il perimetro mentale nella ricerca dell’innovazione.

In sostanza, quindi, si tratta di un modo di pensare fuori dagli schemi tradizionali, che miscela analisi e intuito per superare schemi mentali che spesso restringono il campo visivo, creando in una organizzazione i presupposti per una maggior fiducia nel cambiamento.

Creative Confidence

Il cosa consiste il metodo Creative Confidence

Nel panorama attuale, contraddistinto da ritmi frenetici e rapide trasformazioni, le aziende devono affrontare molte sfide con la necessità di imboccare nuove direzioni per innovare.

Il primo passo in questo senso è instillare nei propri dipendenti il senso, la volontà e la fiducia verso l’innovazione. Passaggio cruciale agevolato dal pensiero creativo su cui si basa il Creative Confidence.

Prima di scoprire come agevolare la diffusione della fiducia creativa, bisogna capire come e quando si è originato questo approccio che ha ampliato l’importanza del Design Thinking.

Riferimento primario in tal senso è il libro “Creative Confidence” scritto nel 2013 dai fratelli David e Tom Kelley.

Grandi esperti di Design Thinking grazie alle collaborazioni avute nel corso degli anni con brand come Apple, diventati simboli di innovazione proprio dopo aver puntato sul design e sulla capacità di pensare in maniera diversa e spesso incomprensibile per i competitor.

Al di là di casi straordinari come la società guidata a lungo da Steve Jobs e poi da Tim Cook, i dati dimostrano come il Creative Confidence sia un elemento significativo per la crescita delle imprese, anche e soprattutto a livello finanziario.

Seppur ancora meno gettonato come metodologia di base dei processi interni per stimolare l’innovazione rispetto a Sprint Execution e Creative Problem Solving.

Secondo i dati dell’Osservatorio Design Thinking for Business del Politecnico di Milano, i servizi basati sul Creative Confidence valgono il 35% del fatturato annuale.

Nello specifico, il 54,3% è concentrato nell’ambito People (che raggruppa il 30,6% di organizzazione e processi e il 23,7% come cultura aziendale), il 26,3% nel ramo Solution (di cui il 16,2% nei servizi) e il 19,4% nell’ambito Direction (di cui 12,7% nel business model).

Cos’è l’innovazione? cosa significa generare prodotti o servizi innovativi e come fare per riuscirci?

Il Creative Confidence risponde a questi interrogativi percorrendo strade differenti rispetto ad altre metodologie.

E’ un approccio human-centered e si sviluppa con un processo che inizia dalle persone e finisce per trovare risposte alle loro necessità.

Anziché focalizzarsi in primo luogo sulla ricerca di una soluzione, il creative confidence mira a trasmettere agli stakeholder il senso dell’innovazione stessa.

Questo affinché il loro pensiero e le loro azioni siano realmente indirizzate verso proposte in grado di creare un significativo punto di svolta rispetto al passato, affrontando le sfide del futuro con una prospettiva di successo.

Per applicare tale metodo e rompere con il passato dobbiamo allontanaci dal concetto che la ricerca di una soluzione passi necessariamente per la tecnica.

Tuttavia, l’altro lato della medaglia, la novità — inedita, sconosciuta e inesplorata — tende per natura a mettere in crisi le proprie sicurezze.

Ecco perché il pensiero creativo e la fiducia verso la ricerca di qualcosa di inconsueto si configura come il rimedio per uscire da questo labirinto mentale. Un obiettivo che si può (e deve) centrare a patto di assumersi dei rischi.

Significa in primo luogo saper convivere con la paura del fallimento. Passaggio utile per favorire l’innovazione e di riflesso il successo personale e aziendale.

Creative Confidence e innovazione: cosa devono fare le aziende

Se un’azienda è la somma dei suoi dipendenti, un’azienda che vuole essere innovativa deve credere e investire sul Creative Confidence.

Si tratta di tendere verso una nuova direzione, con una scelta non semplice ma affrontabile senza eccessivi scossoni grazie a una cultura basata sulla fiducia.

Anche perché nell’era dell’intelligenza artificiale, il pensiero creativo è la qualità che distingue l’essere umano dalle macchine.

Quindi anche nel mondo dell’IA la creatività resterà una necessità per le imprese innovative.

Un’azienda che vuole innovare deve promuovere la cultura della sperimentazione, per incoraggiare i dipendenti a provare nuovi progetti, cavalcare le diversità dell’organico.

Deve fornire formazione e supporto a chi ha bisogno di aiuto per abbracciare nuovi approcci, così che ogni dipendente possa contribuire al successo aziendale.